Le aziende vitivinicole - Azienda Agricola "iGreco" - Cariati (CS)

Azienda Agricola "iGreco" - Cariati (CS)

500 anni prima della nascita di Cristo, Pitagora arriva in terra calabra proveniente dall’Egitto. Sulla costa orientale sorge una colonia dorica, Kroton, sede della Scuola Pitagorica, fondata un paio di secoli prima e, secondo autorevoli testimonianze e fonti documentarie, abitata sin dall’Età del Bronzo dal popolo degli Enotri, cui si deve la fama dell’Italia “terra del vino” presso i Greci. Sin dall’antichità classica, dunque, in questa lunga striscia di terra lambita dallo Ionio, forma ed ebbrezza, geometria e desiderio, ricerca dell’armonia e spinte centrifughe si combattono e soprattutto si sintetizzano in nome dell’archè, forza primaria che regola il mondo, l'alfa, il principio di tutte le cose.

"Basta aprire la finestra e si ha tutto il mare per sé. Gratis. Un tozzo di pane per chi ha fame"

Cariati è un comune dello Ionio cosentino, abitato in origine dai Bruzii, posta lungo l’arteria che da Crotone conduce sino a Sibari, in una successione di paesaggi che sembrano specchiarsi, vanesi, nel mare. A breve distanza si erge l’altopiano della Sila, uno dei primi parchi nazionali italiani; il mare della cittadina è limpido e pluripremiato con la Bandiera Blu. La forte vocazione turistica del comprensorio favorisce le velleità imprenditoriali e premia il coraggio di chi ha saputo osare in una terra difficile e mai entrata nelle grazie delle cronache. È questo il contesto nel quale nasce l’epopea della famiglia Greco, tenutaria di oliveti e vigneti disseminati da Cariati sino a Cirò.

L’azienda nasce nel 1963 per volontà di Tommaso, già produttore di olio a Terravecchia, e non a caso la prima produzione è orientata esclusivamente all’olivicoltura. A Cariati Tommaso realizza il primo frantoio oleario, che conferisce un ulteriore impulso all’attività dell’azienda. L’offerta così si arricchisce: Tommaso rileva nuovi terreni anche fuori da Cariati, ed accanto agli ulivi cominciano a sorgere i primi vigneti, che si estendono sino al cuore della produzione del Cirò Doc.

La "sala trofei" cattura l'attenzione dell'ospite

Se il senso fosse qualcosa di materiale e concreto, qui ne assaggereste un pezzo

L’eredità di Tommaso non si disperde, ma diventa altresì l’incubatore di energie fresche e propositi di grandeur. All’inizio del nuovo millennio, i sette figli Cataldo, Ernesto, Filomena, Natale Francesco, Saverio, Marilena e Giancarlo – professionisti impiegati in altri settori, da quello legale all’ingegneristico -  raccolgono il testimone paterno e fanno decollare l’azienda, facendone deflagrare tutte le potenzialità ancora inespresse. Nel loro lavoro non ci sono unicamente gli insegnamenti artigianali paterni o serie conoscenze di marketing aziendale, ma anche amore e rispetto per il lavoro e per una terra catalizzatrice di irripetibili sensazioni ed identità solide e consapevoli. Il legame con la terra e l’impegno cristiano per la famiglia si declinano anche nella nomenclatura dei vini: Filù, Catà, Savù, insomma un vino per ogni fratello.

Il presidente Alberto Giannattasio con l'avvocato Filomena Greco e il giovane Tommaso

I vigneti, oggi, da Cariati si sono irradiati verso Cirò e Cirò Marina, Scala Coeli, Carfizzi, Terravecchia, Crucoli, Camigliatello Silano, Spezzano della Sila, per un totale di circa 80 ettari vitati. A curarli, con metodo biologico, è un decano degli enologi come Riccardo Cotarella, chiamato a confrontarsi con varietà autoctone come il gaglioppo e il greco bianco, alla base dei due Gran Cuvée Millesimati della casa, ovvero il Rosato ed il Bianco. Entrambi gli spumanti metodo classico sono stati protagonisti del doppio momento tirage-sboccatura cui ha partecipato anche la nostra associazione, nella persona del Presidente Alberto Giannattasio. Ad accoglierci il giovanissimo Tommaso Greco, il rampollo di terza generazione della famiglia, nonché l’avvocato Filomena Greco, “pasionaria” della casa.

Istantanee della giornata in azienda, tra tiraggio e sboccatura

Il Gran Cuvée Millesimato Rosato nasce da uve Gaglioppo in purezza, vinificato in acciaio e affinato sur lies per 36 mesi. Il colore rosa è affascinante, quasi alchemico, e riverbera al naso sentori di frutti di bosco e pepe. Al palato, se possibile, le sensazioni già avvertite moltiplicano la loro eccitazione: freschezza, sapidità, persistenza più che decisa si mescolano alle delicate note di pistacchio.

Il Bianco, anch’esso monovitigno da uve Greco Bianco, si presenta con un giallo dorato che esalta un perlage già di per sé piuttosto convincente. L’olfatto offre al tasteur un’elegante fragranza fatta di acacia, pepe bianco e mandorla. La freschezza connota il palato con note decise di polpa di frutta.

Il Savù è un rosato ottenuto da uve Gaglioppo che si è aggiudicato il Primo Premio nella categoria Igp del Primo Concorso dei Vini Rosati della Provincia di Cosenza. Il naso presenta una buona persistenza e denota sentori di rosa rossa e fragola. Le note agrumate sono piuttosto decise al palato ma non intaccano l’equilibrio sommario di questo vino, che finisce ancora con quella fragola che aveva preparato la strada all’assaggio.

A Tommaso Greco il riconoscimento di "sommelier onorario" de L'Acino D'Uva - ISF


Redazione ed editing a cura di Giovanni Apadula

Data: sabato 24 giugno 2017